Con il tema GEOGRAFIE FUORI ROTTA, si è svolto anche quest’anno a Giavera del Montello la 21-esima festa dei popoli RITMI E DANZE DAL MONDO. Anche quest’anno il SUAM nord-est ha partecipato con gli istituti e associazioni missionarie presenti nel territorio del nord est Italiano. Ci siamo dati dei turni per essere presenti soprattutto il sabato e la domenica. Il MILAICO (missionari laici della Consolata) ha dato la disponibilità per restare là anche la notte dato che la loro casa si trova vicino al luogo della festa.
Essere presenti come un unico corpo missionario ci ha fatto sentire una grande comunità missionaria dove la condivisione e la solidarietà si mettono direttamente a confronto.
Siamo stati presenti con un fiore, fatto a mano da ogni realtà missionaria, fatto a mano per significare che è possibile ancora lavorare con le nostre mani per regalare un sorriso e per parlare di pace e di un mondo possibile che vogliamo.
Quando qualcuno ci chiedeva informazioni sullo stand parlavamo di tutti gli istituti e associazioni missionarie presenti nel territorio, orgogliosi di essere un’unica forza con un unico ideale. Agli italiani la parola MISSIONARI apriva un mondo di idee e immagini, agli stranieri (e ce n’erano tanti) la stessa parola MISSIONARI rimandava a un incognita che aveva sempre bisogno di spiegazioni più accurate.
Molte le domande, naturalmente, e molte le possibilità di confrontarci anche tra di noi missionari, perché anche tra di noi ci sono missionari di altre nazioni che sono venuti nella Missione qui in Italia.
Per alcuni è il loro primo mandato, per altri è il rinnovo del primo mandato. Per tutti è l’impegno di annunciare la Parola di Gesù con la vita e la testimonianza.
E’ così che ora si parla di MISSIONARI INTERGENTES, è l’AD GENTES allargato perché tutti i battezzati sono missionari e chi è chiamato è chiamato al movimento, ad andare in mare aperto. INTERGENTES oggi significa essere missionari stranieri in diverse patrie, dove i “locali” sono di tutto il mondo.
E’ un bel salto di mentalità che costringe a una riflessione ancora più marcata e profonda. Quasi a coronamento, attorno a noi si sentiva aria di mondo.
P. Luigi, dei Padri Bianchi ha affermato: “Che bello se in tutto il mondo si potesse vivere come qui, senza passaporti, in pace e rispetto con tutti e tra tutti!”